Duomo di Monza

 

La visita alla città inizia nella centrale e raccolta piazza del Duomo, dominata dalla facciata marmorea della chiesa e dall’austera mole del vicino campanile. Sorto e sviluppatosi sulla sede dell'oraculum longobardo del VI sec. d.C. e dedicato dalla regina Teodolinda a san Giovanni Battista, il Duomo rappresenta un fantastico tesoro di memorie fermate per sempre nella pietra, nelle tele, negli affreschi.
Secondo una leggenda tardo-medioevale, alla regina Teodolinda che aveva fatto voto di erigere una chiesa in onore di Dio e di san Giovanni Battista, una voce celeste predisse che lo Spirito Santo, in forma di colomba, avrebbe indicato il luogo per la costruzione. Teodolinda, partita per un lungo viaggio, si fermò sulle sponde del fiume Lambro per riposare all’ombra di un grande albero dove le apparve la colomba e una voce le disse: "modo" , invitandola a rimanere; la regina fu pronta a rispondere "etiam" , acconsentendo così alla costruzione della nuova basilica proprio in quel luogo. Dall’unione delle due parole, Modoetia, nacque l’antico nome di Monza.
La Basilica monzese fu completamente ricostruita a partire dall’anno 1300 sulle rovine della chiesa longobarda; gli interventi trecenteschi portarono alla realizzazione di una chiesa a pianta a croce latina e tiburio ottagonale. Nella seconda metà del secolo si assiste all’aggiunta delle cappelle laterali e all’ampliamento, su progetto di Matteo da Campione, della facciata a vento in marmi policromi bianchi e verdi sotto l'influsso del gotico pisano. L'elegante protiro che impreziosisce l'unico accesso al tempio è rinascimentale: la statua di san Giovanni Battista che campeggia sul protiro è una copia dell'originale (sec.XIV), oggi conservata nell'annesso Museo e Tesoro del Duomo. Grande rilievo storico e documentario riveste la lunetta sovrastante il bel portale, prima raffigurazione iconografica di alcuni pezzi del tesoro tuttora conservati nel Museo e Tesoro del Duomo. Nel 1557, l'originario interno gotico a capriate venne profondamente modificato in virtù dell'adottata copertura a volte. Di venti anni posteriore è il prolungamento del coro, eseguito su disegno di Ercole Turati cui si deve pure (1592-1606) il progetto del massiccio e tuttavia slanciato campanile in cotto.
L'interno della chiesa rappresenta un'ideale galleria delle diverse tendenze presenti in Lombardia del barocco e del rococò. Di grande interesse al riguardo è l'Albero della Croce, grandioso affresco sulla parete meridionale del transetto, opera attribuita all'Arcimboldo (1556); degni di nota anche gli affreschi del Gilardi (tiburio) ed i dipinti del Carloni (voltine delle navatelle). Di grande rilievo, sul lato sinistro della navata centrale, l'evangelicatorio trecentesco di Matteo da Campione, con figure a rilievo di apostoli ed evangelisti. Fra presbiterio e coro si erge la mole dell'altare neoclassico dell’Appiani e, antistante ad esso si può ammirare il paliotto argenteo dell’altare maggiore, opera trecentesca di grande pregio in lamina dorata sbalzata a forte rilievo, con scene della vita di san Giovanni Battista, realizzata da Borgino del Pozzo. Nella prima cappella a sinistra si trova il Battistero, opera seicentesca di Ercole Turati. L'unica sopravvivenza della decorazione quattrocentesca è costituita dal prezioso ciclo di affreschi che rivestono le pareti della cappella di Teodolinda che si apre a sinistra dell’altar maggiore. Gli affreschi, eseguiti dagli Zavattari, costituiscono un vero capolavoro del gotico internazionale; straordinario per ampiezza e completezza, il ciclo celebra la figura della mitica fondatrice del Duomo, snodandosi in 45 scene su cinque registri sovrapposti. 
 
Nella cappella di Teodolinda si conserva la Corona del Ferro (V sec), autentico capolavoro d'oreficeria antica; la corona è formata da sei placche rettangolari d’oro legate tra loro da cerniere e da un anello interno in metallo che una tradizione, rafforzata dall'approvazione ecclesiastica, vuole essere ricavato da uno dei chiodi della Passione di Cristo. Ogni placca è decorata con gemme, rosette d’oro e smalti cloisonnés. Con la Corona del Ferro furono incoronati in epoca medioevale re ed imperatori; fra le incoronazioni, si ricordano quelle di Corrado di Svevia, Federico Barbarossa, Carlo IV di Boemia, Federico III d’Asburgo, Carlo V.: la più famosa di tutte rimane quella che vide protagonista Napoleone Bonaparte, mentre l’ultima è quella di Ferdinando I d’Austria.  


Informazioni utili per la visita:
 
                                                                                                                                                                                                 
Duomo:
Per informazioni e visite guidate: +39.039 326383    info@museoduomomonza.it  www.duomomonza.it        
Aperto da lunedì a sabato 8.00 - 12.00 / 15.00 - 18.00; domenica 8.00 - 13.00 / 15.00 - 19.00.
                                                                                                                                                                                              
Corona Ferrea:
Per informazioni e visite guidate: +39.039 326383  info@museoduomomonza.it   www.museoduomomonza.it
Orari: da martedì a sabato 9.00 - 18.00; domenica 14.00 - 18.00; lunedì 15.00 - 18.00.  Le  visite alla Corona Ferrea sono sospese durante le funzioni liturgiche del Duomo di Monza.