Monza

 

Monza, chiamata in epoca romana Modicia fu un importante vicus romano che si sviluppò intorno a due assi principali: il Cardo con orientamento sud a nord e il Decumano ovest-est. In ricordo di tale epoca sono visibili in via Vittorio Emanule attraverso una struttura trasparente di protezione alcune arcate dell’antico Ponte d’Arena, resti portati alla luce grazie agli scavi del 1842.
La città divenne centro di fondamentale importanza in epoca longobarda quando Teodolinda, principessa bavara di fede cattolica, vedova di Autari e sposa del re longobardo Agilulfo, la scelse come residenza estiva della corte, facendovi edificare un palazzo e, nel 595, una cappella palatina che costituì il primo nucleo storico del Duomo dedicato a san Giovanni Battista, dotato dalla regina di una rendita e di un tesoro.
Ancora oggi nel Museo e Tesoro del Duomo di Monza si conservano pregiati oggetti di provenienza longobarda: la Corona votiva di Teodolinda, la Croce votiva di Agilulfo, la Tazza detta di Zaffiro, la legatura dell’Evangeliario di Teodolinda e la famosa Chioccia con pulcini gruppo realizzato in lamina d’argento sbalzata che costituisce uno tra i più enigmatici oggetti del Tesoro, opera rinvenuta nel Medioevo nella tomba di Teodolinda.
L’elemento di oreficeria più celebre del duomo è la Corona Ferrea che giunse a Monza probabilmente in età carolingia e con la quale vennero incoronati re e imperatori tra i quali ricordiamo: Carlo Magno, Corrado di Svevia, Federico Barbarossa, Carlo IV di Boemia, Federico III d’Asburgo, CarloV, Napoleone Bonaparte e Ferdinando I d’Austria.

La Corona Ferrea, capolavoro di oreficeria gota conserva al suo interno una lamina ricavata, secondo la tradizione, da uno dei chiodi della Croce di Cristo elemento che attribuisce alla stessa un’importanza anche sacra.

 

Nel XII secolo l'imperatore Federico Barbarossa, che venne incoronato con la Corona Ferrea nel 1158, adottò Monza quale sede del Regno Italico, si occupò del restauro della basilica di San Giovanni e dell’edificazione di un grande palazzo come propria sede e centro amministrativo utilizzando materiali provenienti dalle demolizioni delle fortificazioni milanesi dopo la distruzione di Milano del 1162.
Possiamo fare risalire a questo periodo la nascita del Comune monzese, che troverà il suo simbolo distintivo nell'Arengario, il palazzo civico, costruito verso la fine del XIII secolo e destinato a contrapporsi idealmente al Duomo, centro del potere religioso.
In quell’epoca Monza rimase inevitabilmente coinvolta nella lotta tra le famiglie milanesi dei Torriani e dei Visconti e, dopo un lungo assedio, nel 1324 cadde definitivamente in mano ai Visconti.

 

L’anno 1300, primo Giubileo della storia della cristianità, vide l’inizio della ricostruzione del Duomo, promossa da Matteo Visconti.
Nel 1325 i Visconti gettarono le prime fondamenta del Castello e, nel 1333 Azzone Visconti innalzò oltre tre chilometri di mura a fortificare il borgo. La vita monzese fu segnata al contempo dalle lotte che contraddistinsero le diverse successioni in casa Visconti. Alla morte di Filippo Maria, avvenuta nel 1447, il Comune si schierò risolutamente a favore della neonata Repubblica Ambrosiana, contro Francesco Sforza, pretendente alla signoria e, dopo un lungo assedio, Monza dovette capitolare di fronte al condottiero.
E' con questo episodio che possiamo dire definitivamente conclusa la stagione storica del Comune monzese. Il Medioevo termina consegnando al periodo successivo un centro ricco di insediamenti religiosi e monastici, dotato di una sua ben precisa configurazione urbanistica.

 

I secoli XVI e XVII furono funestati da guerre, carestie e pestilenze che decimarono la popolazione. Il dominio spagnolo coincise con la riduzione a feudo della città e del suo territorio: tra i signori avvicendatisi nel dominio di Monza, vanno ricordati i De Leyva, famiglia cui appartenne la celeberrima Monaca di Monza (Virginia De Leyva), e successivamente i banchieri Durini. Nel 1706 si registrò il passaggio dal dominio spagnolo a quello austriaco e questo cambiamento coincise con una vera e propria rinascita.
Gli interventi più rimarchevoli dell'epoca sono da individuare nell'abbattimento delle mura, in una serie di campagne decorative nel Duomo e nelle chiese monzesi e nella costruzione della Villa Reale (1777-1780), che richiamarono in città i maggiori artisti lombardi del tempo.
La soppressione delle proprietà religiose voluta da Giuseppe II favorì l’insediamento di unità manifatturiere e portò all’espansione della città oltre la cerchia muraria medievale.
Ma alle porte della storia bussava ormai l'astro napoleonico: il 26 maggio 1805, nel Duomo di Milano, Napoleone Bonaparte venne incoronato Re d'Italia con la Corona del Ferro.
A lasciare un'impronta positiva nelle vicende storiche cittadine fu il viceré d'Italia, Eugenio di Beauharnais. Su sua iniziativa nacque, con decreto controfirmato da Napoleone nel 1806, il "grande Parco Reale" con un’estensione di 800 ettari.
Il dominio francese portò al definitivo abbattimento del Castello Visconteo (1809) e alla ristrutturazione e razionalizzazione del sistema viario. La sconfitta di Waterloo comportò il ritorno del Lombardo-Veneto sotto l'egida della casa Asburgo. Ancora una volta, i sovrani viennesi operarono a favore di Monza: dall'apertura di nuove strade come la via Ferdinandea (attuale via Vittorio Emanuele) alla realizzazione del ponte dei Leoni (che nel 1842 sostituì il romano ponte di Arena) e all’introduzione dell'illuminazione notturna con le lampade.
Il processo di crescita e di sviluppo era destinato a proseguire anche dopo la raggiunta Unità d'Italia con la Casa Savoia.
Si strinsero i legami con Milano e crebbe la fortuna industriale e commerciale di Monza, che divenne in questi anni uno dei centri propulsori dell'economia lombarda e nazionale con l’affermazione della lavorazione del feltro e la conseguente industria del cappello.
Parallelamente alla vita economica, anche quella culturale e sociale ricevette benefici influssi dalla presenza di Umberto I e Margherita di Savoia in Villa Reale. La stagione di Monza come residenza dei reali era tuttavia destinata a terminare tragicamente il 29 luglio 1900 con l’assassinio di re Umberto I, per mano dell'anarchico Gaetano Bresci.
A ricordo del luttuoso evento venne eretta la Cappella Espiatoria.
Nel 1922 venne realizzato nel parco l'Autodromo Nazionale che diverrà famoso negli anni e porterà il nome di Monza nel mondo.

Con i suoi 121.500 abitanti, Monza, dal 2009 è capoluogo della provincia di Monza e Brianza.

 

 



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